La vista della città muove da un improvviso ricovero che suggerisce l'abbandono del colle, gli alti canti dei frati in preghiera, i loro sguardi accorati e furtivi.
A valle le maglie si stringono, ma è con l'entrata in città che tutto si ferma nel puzzo. C'è chi nell'attesa strombazza, chi s'immagina impossibili pertugi per avanzare di un metro, chi ne approfitta per perdersi.
Spento il motore e sceso di macchina, inspiro profondamente.
E' un anno scandito da soprassalti ospedalieri che rincorrono gli affetti eterni, costringendo le anziane femmine ad abbandonare i loro abituali giacigli...
I dieci racconti di David Iozzi si presentano quasi come declinazioni di altrettanti monologhi. La voce narrante parla dentro di sé e per questo ragiona mediante concetti e brevi colloqui tra l'io narrante e i suoi interlocutori. La scrittura si svolge come i pensieri che abbiamo. Non c'è un'esposizione piana così come non c'è nella nostra mente abituata com'è a ragionare per connessione di immagini, parole e sentimenti. Iozzi punta a questo linguaggio...
prefazione a cura di Massimo Mattei
Numero pagine: 95
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