..“Papà, perché ti tormenti? Io sono serena, paziente…
“Per me è difficile…
“Ricorda Giobbe…
“Giobbe era Giobbe…
“Quante ne ha passate! Eppure non peccò e non disse nulla di stolto contro Dio. Rassegnato diceva: - il Signore ha dato, il Signore ha tolto: sia benedetto il nome del Signore… - E io con lui… O è forse la mia presenza? Sarebbe meglio per te non vedermi, la mia presenza ti fa male. Voglio tornare alla Casa della Speranza...
Che i figli scontino le colpe dei padri è una convinzione sotterraneamente diffusa nella gente, almeno in alcune frange, un sentimento inconscio persistente, duro a morire; un motivo biblico tenace nonostante duemila anni di Cristianesimo. Forse nei momenti ineluttabili di eventi negativi inspiegabili emerge come risposta agli interrogativi che inevitabilmente sorgono in una esperienza di accadimenti contrari e funesti. Perché a me e non ad altri? A me, che ho fatto solo del bene? Oppure: a me, che sono timorato di Dio? O forse non sto scontando una pena per colpe che non ho? È questo l’arrovello del protagonista di questo romanzo che infine arriverà a una soluzione. Convinto di star pagando a causa di un’eredità delittuosa lasciatagli dal padre mafioso, pensa di poter pareggiare i conti soltanto con una riparazione (da qui il titolo La riparazione), alienando in favore dei poveri la ricchezza proditoriamente acquisita. Conti che, però, non gli tornano quando cerca di spiegarsi il perché del male nel mondo e della sofferenza che sperimenta in prima persona tramite le figlia colpita da una malattia inguaribile...
Rev. Calogero Morgante
Numero pagine: 159