"...Il risentimento, il rancore, il vittimismo della mia società mi avevano dato la presunzione che tutto fosse dovuto alla nostra gente e niente essa dovesse dare, o donare agli altri. Ci crediamo un popolo eletto, ma é solo la nostra presunzione a farcelo credere. Se veramente lo fossimo, dovremmo essere un esempio di generosità non di egoismo. Oggi molti ebrei s'interrogano. C'è molta inquietudine nella gioventù. Le sinagoghe non sono frequentate come in passato. La religione si mischia alla politica, l'ortodossìa non paga. Nascono crisi d'identità. Proprio le generazioni come la mia, nate in questo Paese, scontano errori di fondo incredibili, che ci hanno allontanato dalla ricerca della pace e dell'amore, solo per il bisogno della sopravvivenza o, se preferisce, per difendere una falsa ragion di Stato. Additando un nemico ancestrale, che si fa risalire ai racconti più antichi della Torah, crediamo di allontanare la popolazione dai problemi reali della vita...".
...L'uomo non ha ancora imparato ad amare la natura ed a dialogare con essa. Esistono verità e messaggi che vivono sulle ali del pensiero, spesso ci passano accanto senza che nessuno li ascolti. Percepirli e trasmetterli è un dono di pochi eletti...
Numero pagine: 317
Riferimenti Specifici
- isbn
- 9788874402113