...Era un pomeriggio ancora assolato, caldo, e le vetture del treno diretto a Milano sostavano sul binario otto, nell’attesa di essere imbarcate sul ferry boat, la nave traghetto che le avrebbe portate sul continente. Il giovane trovata la carrozza cuccette, dove aveva una prenotazione, aveva conosciuto i suoi cinque compagni di viaggio... C’era una ragazza di sedici anni, dal viso allungato, lo sguardo dolce, i capelli lunghi e neri...
Numero pagine: 176
Qualcosa su Filippo Bombara
Il primo incipit a Genova nel primo pomeriggio di inizio marzo, nel secolo scorso. Poi tutti gli altri incipit e, tra i tanti, alcuni felicemente arrivati a compimento in profili personali e familiari, sociali e professionali.
Mi sono, in particolare, cari quegli incipit così contigui alle iniziazioni… Il mio incipit alla bellezza? Per me sta là sul primo binario della stazione di Trento sotto forma di una ragazza di un anno più piccola di me, che con rara regalità indossava una mantella verde ed un berretto di lana scozzese sceso sulle “23”. Ho imparato che la bellezza è la capacità e la voglia di aggiungere o togliere “un minimo” a qualcosa a cui manca poco per essere perfetta.
Grazie all’inconsapevole Paola di allora, a cui oggi penso come ad una bellissima cinquantacinquenne. E poi ad Antonella che sento consapevole del dono raro dell’amicizia adulta. L’incipit sta là, in un ciambellone impastato di parole fini come farina, farcito di crema lenitiva e soffice di buon lievito. Ancora grazie a tutti coloro che mi hanno lasciato dentro o tra le mani un qualche incipit da sviluppare.
Mi sono lasciata già leggere in:
Passaggi al centro (prefazione di Walter Veltroni), Arion Edizioni, 2004
Sconfinando (prefazione di Marialuisa Bastico), Bonaccorso Editore, 2007
... e adesso in A piccole dosi (prefazione di Antonio Seracini), Bonaccorso Editore, 2010.
Graie, quindi, a chi vuole continuare e a chi inizia… a piccole dosi.