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Collana NARRATIVA CONTEMPORANEA - 2022

ISBN 978-88-7440-314-1

Prefazione di Mons. Lucio Angelo M. Renna
Introduzione di Renato Scavino
Presentazione di Elisabetta Di Iaconi

Estratto

Norina Serpente Berritto


La strada percorsa dalla rugiada
Fiabe per tutti


"... Nella valle di Rur vivevano in un tempo lontano tanti gnomi. Essi - invisibili, miti, umili e lieti - si adoperavano continuamente a creare la gioia degli uomini. Lo facevano di notte, in silenzio. Quando si accorgevano che qualcuno, al tramonto, dopo aver tanto lavorato, si asciugava con il dorso della mano il sudore e respirava a fatica, intervenivano..."

pp. 223 - 19,00 euro

Norina Serpente Berritto è nata a Canzano, in provincia di Teramo, nel 1940, ma risiede attualmente a Roma, dove ha svolto attività d'insegnante.
Presente, con poesie e racconti, in diverse riviste e antologie, fra cui "L'altro Novecento" (Vol. IV e V) di Vittoriano Esposito, ha pubblicato il volume di poesie Il falò delle ginestre (2000) con la casa editrice Fermenti di Roma, il volume di racconti Nel giardino del tempo (2001) con l'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, il volume di racconti Sentieri di luce (Vita segreta di Gesù) con "L'Artistica" di Savigliano (Cuneo). Con Bonaccorso Editore ha pubblicato Santa Francesca Cabrini (Saggistica) 2004, e con tale opera ha vinto il Primo Premio Internazionale per la saggistica "La voce dell'emigrante 2005", Pratola Peligna (L’Aquila), Mi chiamo Francesco (Romanzo) (2009) e Ali (Romanzo) (2015).

"Con La strada percorsa dalla rugiada l'autrice, Norina Serpente Berritto, ha sollecitato una domanda la cui risposta è alquanto difficile: è più reale il mondo reale o il mondo delle favole? Col suo periodare poetico radiante di profonda interiorità, lei ha raccontato "fiabe per tutti", grandi e piccini...".

Mons. Lucio Angelo M. Renna

"Il mondo magico delle fiabe attira la mente verso i variopinti giardini della fantasia, o la solleva verso i cieli più alti, raggiungibili solo con ali di bimbo o con quelle dei puri di cuore...".

Renato Scavino

"...Il linguaggio fiorito è quello che ben conosciamo di Norina poetessa: lo stesso ricamo lessicale, la stessa levità che rende il testo impalpabile come un velo prezioso...".

Elisabetta Di Iaconi

ISBN 978-88-7440-317-2

Estratto

Luciano Rognini


La congiura
Indagine su un re scomparso: 
Luigi XVII


"... Da quando riaprendo gli occhi dopo il suo lungo torpore e degenza l'aveva riveduta, gli capitava di pensarla spesso. L'aveva lasciata fanciulla per seguire la Grande Armata e al ritorno le era apparsa sbocciata in una bella e attraente giovane donna. Talvolta si accorgeva che lei lo fissava con quei bellissimi occhi dolcemente e non più da amica. Come sarebbe stato bello poter stringerla tra le braccia, baciarla e sentire aderire al suo corpo quelle curve deliziose.
Dominato da tali idee, si accorse che la caccia passava in sott'ordine, non lo interessava ormai più e vagò a lungo nella boscaglia in preda a quelle riflessioni.
Fra le altre cose decise di recarsi a Parigi e dare gli ultimi esami alla Sorbona ottenendo finalmente la laurea. Aveva sempre apprezzato il diritto..."

pp. 189 - 18,00 euro

Luciano Rognini è nato da padre di antica famiglia veronese a Torrebelvicino (Vicenza) e vive nella città scaligera.
Si occupa di storia dell'Arte e della Musica della sua città (Verona, di conseguenza) con particolare riguardo alla ricerca su documenti in base ai quali ha riportato all'attenzione degli studiosi numerosi artisti del passato dimenticati o sconosciuti.
E' membro delle Accademie veronesi G. Cignaroli e Agricoltura Scienze e Lettere, e di quella Olubrense in Liguria.
Sotto la direzione di Licisco Magagnato e Lanfranco Franzoni ha partecipato alla stesura di cataloghi di mostre artistiche organizzate da musei civici (anni 1974, 1978, 1979, 1986, 1988).
Ha collaborato al Dizionario Biografico degli Italiani dell'Enciclopedia italiana Fond. E. Treccani, vol. 56°, Roma 2001. Partecipa tuttora con saggi a numerose riviste culturali: Studi Storici L. Simeoni, Atti e Memorie dell'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, Verona Illustrata, Annuario Storico Zenoniano, Annuario Storico della Valpolicella, istituzione culturale questa di cui è socio fondatore, Quaderni per la Storia dell'Università di Padova, Quaderni Culturali Caprinesi.
Ha partecipato con suoi studi ad alcuni volumi editi dalla Banca Popolare di Verona: Maestri della Pittura Veronese (1974), La Musica a Verona (1976), Chiese e monasteri a Verona (1980) e nel Veronese (1981), Il Paesaggio agrario nella pittura e nelle mappe (1982).
Sue consulenze sono state richieste dal Victoria and Albert Museum di Londra, dal Metropolitan Museum di New York, dall'Università dell'Oklahoma (U.S.A.).
Fra le pubblicazioni più significative si ricordano: Tarsie e intagli di fra Giovanni da Verona a S. Maria in Organo (1985) che ha ottenuto un lusinghiero successo anche internazionale; Il monastero di Sezano in Valpantena (2000); S. Maria di Nazareth di Verona. Nella storia, nella poesia, nell'arte (2002); La chiesa di S. Maria in Organo. Guida storico-artistica (2002); Palazzo rosso. La Villa Bevilacqua Lazise Cometti, un gioiello della Valpantena (con M. Pasa) 2006; La Madonna Assunta di Gianbettino Cignaroli per il monastero di S. Elisabetta di Verona, 2007; La sagrestia di S. Maria in Organo, 2007; S. Maria Nascente di Sorgà. La storia, l'arte, il restauro, 2008. La chiesa di S. Zeno in Oratorio. Guida storico-artistica, 4° ed. Verona 2015; Governanti di Verona. Figure istituzionali che hanno guidato la città dall'età romana ad oggi, Verona 2015; Il monastero di Santa Maria in Organo di Verona e sue dipendenze, Verona 2020. Coltiva notevole attenzione per la storia tardoromana e bizantina: Presenze bizantine a Verona e veronesi nell'Impero d’Oriente in Per Alberto Piazzi (1988).
Ha collaborato con Il Giornale di Giulietta (trimestrale) di Giulio Tamassia.
Con Bonaccorso Editore ha pubblicato i romanzi: Come Giulietta, 2005, Il falco e l'aquila, 2009 e Bretagna Inquieta, 2015.

ISBN 978-88-7440-315-8

Prefazione di Giuseppe Goisis

Estratto

Andreina Corso


Nati in sostituzione




pp. 177 - 16,00 euro

Andreina Corso
Sono una donna veneziana, in questo momento con i miei settantacinque anni legati alla scrittura, sono una donna, in fondo, una donna e basta. Una donna che fatica a parlare di sé, della sua vita, della sua esistenza, sapendo che essa è simile ad altre vite, che la sua storia assomiglia a quella di infinite altre esistenze. E allora, perché parlare di me? Preferisco farmi schiva e non dimenticare la lezione di Carlo Emilio Gadda su quell'Odioso Io. "Chi dice «io» parla, magari senza saperlo, di qualcun altro, di un estraneo, di uno sconosciuto destinato a restare tale, sempre e comunque". Vale il motto rimbaldiano: «Je est un autre». "Io è un altro". E quindi, chi è questa donna che scrive? Le sue parole, i personaggi di Nati in sostituzione?, anche lei è nata in sostituzione? Forse in sostituzione della sua città, Venezia, sorella di luce e di pianto che ha dovuto lasciare?
Affido alla lettura di queste pagine, all'incontro con gli esseri umani che le animano, la nostra conoscenza, ben sapendo che le nostre vite, oggi piegate dall’orrore della guerra, nulla possono di fronte alla violenza e alla morte...

"Singolare narrazione quella che ci propone Andreina Corso in questo suo libro, l'ultimo di una serie di pubblicazioni sempre più concentrate e ispirate, che orientano i nostri pensieri sul destino dell'umano, sui suoi patimenti e le sventure che lo colpiscono.
Di libro in libro, la cura per l'impianto narrativo e l'attenzione ad ogni parola si affinano, entrando in consonanza con il clima di Apocalisse che stiamo vivendo: prima una drammatica dissociazione dalla natura, una rottura del legame nuziale che ci avvince ad essa; poi l'esplodere di una pandemia di cui conosciamo probabilmente, in questi giorni, la quinta ondata; infine, il conflagrare di una guerra che sembra aver sede in "Absurdistan", nel paese di una crudele insensatezza, che insanguina una delle terre più feconde del "nostro" infelice pianeta...".

Giuseppe Goisis

ISBN 978-88-7440-312-7

Prefazione di Giulio Galetto

Estratto

Flavio Crivellente


Piccole pesti
e altri racconti


"... - Un momento. Aspetta! Ho visto qualcosa...
James si era calmato un poco e mentre osservava quella strana erba sminuzzata - guardandosi bene dal toccarla però - aveva notato un frammento di carta, poco più grande di un francobollo, portato da chissà dove dal vento. E su quel minuscolo campo bianco qualcosa si muoveva. Non capiva come avesse potuto vedere un puntolino così microscopico. Al confronto il punto sul dorso di una coccinella ne avrebbe potuti contenere almeno venti. Lo toccò con cautela, pur sapendo che quel microbo non avrebbe potuto fargli alcun male...
- Ahi! - Balzò in piedi. Poi si mise a urlare. Il dolore, inizialmente una puntura di spillo, continuava ad aumentare, come se un ago fosse penetrato nel polpastrello del dito medio e un sadico si divertisse a spingerlo sempre più in profondità...".

pp. 197 - 15,00 euro

Flavio Crivellente è nato a Verona, dove tuttora risiede dopo numerose e diverse esperienze lavorative in Italia e all'estero. Ragioniere, Interprete-traduttore tecnico in francese e inglese, export manager, creatore di testi pubblicitari e tecnici per aziende e riviste settoriali, organizzatore di eventi, P.R. manager, ha scritto alcuni romanzi, numerosi racconti e apprezzate poesie. Di questa produzione parte è visibile sul sito "Libero di scrivere" e sul profilo e sulla pagina Facebook dell'Autore. Nel 2013 questo scrittore veronese ha pubblicato il romanzo storico-biografico A metà, per i tipi dell'editore Albatros, favorevolmente recensito dal quotidiano "L'Arena" e nel 2018 un racconto inserito nell'antologia del Premio "Racconti dal Veneto", a cura di Historica Edizioni. Sempre nel 2018 alcune sue poesie sono state premiate nel Concorso Internazionale di Poesia "Emozioni in Versi", III Edizione, a cura dell'Associazione Culturale "La Madia dell'Arte". Le tematiche trattate in Piccole pesti e altri racconti sono di grande attualità ma interpretate in chiave spesso fantastica o fantascientifica, non solo per accattivare il lettore, ma anche per permettere all'Autore di dare così il massimo sfogo alla propria immaginazione, senza costringerla dentro gli angusti limiti di una rigorosa ma spesso deprimente realtà.

"La lettura di questi cinque racconti di Flavio Crivellente suggerisce subito - direi quasi impone - almeno tre osservazioni. Anzitutto la coerenza tematica e lo spirito o l'animo o anche l'intento con cui le comuni tematiche sono affrontate. Poi fanno venire in mente, tutti e cinque, che sarebbe facile definirli racconti fantascientifici, mentre però, al tempo stesso, questa definizione ci lascerebbe insoddisfatti, quasi come se il termine "fanta" lasciasse troppo in ombra la passione di una scrittura che vuole invece mettere il lettore di fronte alle realtà - realtà amare - del nostro mondo, della nostra per tanti aspetti distorta e minacciosa attualità. Al terzo posto metterei i finali delle avventure inventate da Crivellente, apparentemente impossibili eppure metaforicamente così dense di coinvolgenti verità: happy end o no, vi aleggia sempre qualcosa - diciamo un'aria, un sentimento, un'attesa - di bene che vinca sul male...".

Giulio Galetto

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