... Per la prima volta avevo letto un romanzo d’amore. Probabilmente era appartenuto a zia Ester e poi da lei gelosamente riposto nella cassapanca assieme ai suoi sogni.
Ero vagamente turbato dalla storia che non raccontava di avventure né di eroismi epici, ma di un sentimento misterioso che fa gioire ma soprattutto soffrire, che sa superare ostacoli e dolori e alla fine trionfa essendo la sola cosa che più conta e fa muovere la vita.
La scrittura è un dono e una frusta, così dice Truman Capote nella prefazione alla sua raccolta di racconti Musica per camaleonti.
Tra gli allievi di Scrittura Creativa della Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Verona quest’anno quanti doni sono stati confermati e quante autoflagellazioni? Non è compito del maestro stabilirlo, semmai della vita, la cui prosecuzione porterà a galla attitudini e vocazioni indirizzando ognuno verso la porta assegnatagli dal destino.
Chi ha sottratto di volta in volta racconti al presente volume per ripetuti successi riportati presso concorsi esterni, chi ha lottato per giungere a un racconto che lo soddisfacesse pienamente, chi ha fissato tendenze che non sapeva di avere e chi ha raggiunto la maggiore età durante il corso mantenendo intatta la sua scapestrata freschezza: la varietà è ampia ma stavolta il tema è unico.
Tutto questo piacere andrà sprecato è titolo e concetto guida per una raccolta di narrazioni scaturite da un anno di sofferenza creativa camuffata da godimento, di spasimo tra righe e parole alla ricerca del proprio senso di costruzione della scrittura, in contrasto e armonia con quello dei colleghi.
prefazione a cura di Marco Ongaro
Numero pagine: 101
Riferimenti Specifici
- isbn
- 9788874401567
16 altri prodotti della stessa categoria:
Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione
Segnala commento
Segnalazione inviata
Non è stato possibile inviare la tua segnalazione
Scrivi la tua recensione
Recensione inviata
Non è stato possibile inviare la tua recensione