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Collana NARRATIVA CONTEMPORANEA - 2019

ISBN 978-88-7440-278-6

Estratto

Tommaso Gatti

Papitto


Un ometto di media statura, con due baffetti curati, capelli tagliati all’Umberto, magrolino, dalla parlantina veloce, scattante, possidente astioso e prepotente, viveva ad Avezzano. Lo chiamavano Papitto, piccolo papa, per il suo modo di essere. Durante la seconda guerra mondiale la sua abitazione fu danneggiata da uno dei bombardamenti che martellavano quotidianamente la città. Per il timore concreto di finire sotto le macerie si rifugiò nel paese vicino, in uno stabile vecchio di sua proprietà. Vi si accedeva attraverso un cancello di legno verniciato di verde. Si entrava in un cortiletto; a sinistra c’era la stalla; di fronte al cancello d’entrata, al margine del cortile, c’era una piccola tettoia che terminava innanzi ad una porta di legno massiccio di antica e pregiata fattura...

pp. 139 - 15,00 euro

Tommaso Gatti è nato nel 1934, ad Antrosano, paesetto alla periferia di Avezzano (AQ).
“Nel 1939, sono diventato capo famiglia perché mio padre fu richiamato alle armi e rimase mamma con me, mio fratello di due anni e mia sorella appena nata. L’infanzia fu rubata. Ho studiato ad Avezzano e due anni presso i fratelli Maristi a cui debbo molto. Diplomato, arruolato ho fatto il corso ufficiali e, promosso sottotenente, sono stato destinato agli Alpini ove ho fatto tutto il militare con piacere ed orgoglio che dura ancora.
Ho vinto il concorso magistrale a Napoli ove ho insegnato per quattro anni. Laureatomi in Pedagogia sono passato ad insegnare lettere nella scuola media di primo grado a Roma e sempre a Roma ho insegnato storia e filosofia al liceo scientifico, terminando la carriera scolastica quale preside di un liceo scientifico ad Ostia. Giovanissimo, mi sono interessato di politica che ora seguo in poltrona con preoccupazione e un po’ di disgusto. In provincia dell’Aquila ho ricoperto importanti incarichi di partito nella DC. Ancora politica a Roma (consigliere circoscrizionale), segretario particolare di un deputato e suo capo segreteria quando fu nominato sottosegretario per quattro governi successivi ai ministeri: Turismo e Spettacolo, Finanze e Tesoro, Lavoro e Previdenza Sociale.
Ho ricoperto incarichi in un sindacato scolastico. Sono tuttora segretario generale dell'"Unione Difesa Contribuenti".
A Roma sono stato uno dei sette fondatori dell'Associazione Romana "FIGLI d'ABRUZZO" e segretario della stessa. (Roma è la città più grande d’Abruzzo, vi vivono più di 600.000 nati in Abruzzo).
Sono stato magistrato tributario dal 1972 al 2009. Tra i fondatori dell'Ass. Magistrati Tributari ne sono stato il segretario generale. Con una consultazione nazionale tra tutti i magistrati tributari (12.000) sono stato eletto al Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria (organo di governo dei magistrati tributari).
Dal compimento del settantacinquesimo anno vivo l'ozio del pensionato tra domestici affetti e qualche pillola. Ho tre figli maschi, cinque nipoti di cui due maschi e tre femminucce; sono tanto del mio futuro.
Tommaso Gatti"

ISBN 978-88-7440-276-2

Estratto

Giovanni Occhipinti

La risposta è l'ombra


La risposta è l’ombra è un romanzo che coniuga la cronaca, la politica, il pettegolezzo, l’umorismo e il grottesco col dubbio, il sospetto, il dramma, gli affanni, gli interrogativi esistenziali e il cruccio teologico, le ingiustizie e le insidie della Storia, di cui l’uomo, da sempre, è artefice e vittima.
È ambientato soprattutto in un Circolo di Conversazione dove, come si sa, le notizie entrano escono circolano e la maldicenza e il turpiloquio sono endemici e vi ristagnano, cronicizzandosi.
Al fine di imprimere un movimento espressionistico al brano, e per la caratterizzazione dell’ambiente, si è usato qualche "intarsio" dialettale come intonazione di contrasto con la tipologia del livello sociale di alcuni personaggi.
La struttura del racconto si regge su situazioni narrative, talora a carattere saggistico, che traggono spunto dalla complessa quanto ardua e incerta e inquietante realtà socio-storica contemporanea, nella quale il mondo irrimediabilmente affonda, perdendo i propri connotati umani, mentre l’avanzare del babelismo celebra, nell’ignoranza trionfante, la propria stolta affermazione.

pp. 111 - 13,00 euro

Giovanni Occhipinti è nato a Santa Croce Camerina nel 1936 e vive a Ragusa, dove ha insegnato per circa quarant’anni.
Già docente di scrittura creativa nelle Scuole medie e superiori, è critico letterario e storiografo del Secondo Novecento. Alcuni dei suoi saggi pubblicati da Salvatore Sciascia Editore, in Le confuse utopie in Geografia di letture del Novecento nel 2003 sono apparsi nei seguenti quotidiani e riviste letterarie: La Sicilia, La Gazzetta del Sud, Il Messaggero Veneto, La voce repubblicana; L’informatore librario, Colapesce, Quasi, Ausonia Galleria, Gradiva, Nuova Europa, riscontri, Resine, Cronorama, Hellas, Città di Vita, Lettere, quinta Generazione, Vernice, Cronache Parlamentari Siciliane, Sintesi, L’achenio, Estuario, Prometeo, Arenaria, Canadian Journal of Italianstudies, Corrispondences, Don Quichotte, Carte d’Europa, Feeria.
Altri saggi sono stati letti o presentati nei seguenti convegni: La Poesia nella città, 1981 (Università Cattolica di Lovanio, Belgio); La Poesia siciliana negli anni ’80, 1981 (Centro Pitrè, Palermo) . Sempre sulla poesia due saggi sono stati letti rispettivamente al Congresso Mondiale dei Poeti, nel 1995 a Sintra, in Portogallo.
Poeta e narratore, ha esordito nella narrativa nel 1977 con Favola di un’emarginazione volontaria (edita su “Le quattro stagioni”, Rebellato, finalista al premio “Viareggio” 1978) seguita da Un rapporto postumo, (Cappelli editore, 1986, premio “Cipraea-Piano di Sorrento”); Lo scarabeo d’avorio (Rubbettino editore, 1994, premio internazionale dei “Due mari”); Il Pino d’oro (XXXIV edizione, Catanzaro), Delirio di un vagabondo (S.E.I. 1996, premio “Assisi”); Giustificati nel suo sangue (Marsilio edizioni, 2000); Un plurimo brillare (Iride, 2003); Nel luogo delle tavole (Iride, 2006); Mare con mare (Bonaccorso Editore, Verona, 2017).
Tra le sue numerose opere di poesia vanno ricordate: Il giuoco demente (Rebellato, 1975, premio “Alte Ceccato-Montecchio Maggiore”); Il cantastorie dell’Apocalissi (Sciascia Editore, 1985, selezione al premio “Viareggio”); Lo stigma del verso (Bastogi, 1990, premio “Varese”); Rime nel Museo delle Cere (All’insegna del Pesce d’Oro, Vanni Scheiwiller, Milano 1991); Dialogo con le comete (Sciascia Editore, 2005, premio “Sabaudia”, 2006); Corale con trittico (Sciascia Editore, 2010); Elegia del frammento (Edizioni Feeria 2013); Epigraffi, tre scherzi e una pasquinata, con una monodìa per Giovanni (Kimerik, 2015).
Per gli inediti di poesia e di narrativa gli sono stati assegnati i premi “Syracusae 1977”; “Bari-Marina di Palese 1979”; e “Giuseppe Giusti 1995”.
Nel 1973 gli è stato attribuito il premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e nel 2011 gli è stata assegnata la 9a edizione del premio nazionale “Pirandello”.
L’Accademia Siculo-Normanna - Istituto di Cultura Superiore e di Arti applicate - Monreale - il Consiglio di Presidenza, veduto il risultato dell’Esame dei Titoli esaminati dal Senato Accademico, il 19 marzo 1987, conferisce la Nomina di Accademico H.C.
Opere pubblicate in lingua straniera:
Tour de bouée, Editions InternationalesEuroeditor, Luxembourg, 1985.
Sicilian asterisk, Edited by Gradiva Publications, New York, 2002.
Depe Vechi Drumuri, Editura Europa, Craiova, 2002.

Già condirettore, con Giorgio Bárberi Squarotti, della rivista di cultura letteraria “Cronorama”, edita dall’Università Popolare di Ragusa, ha diretto con lo stesso, la rivista letteraria “Trasmigrazioni”, fondata con Giorgio Chessari ed edita dal Centro Studi “F. Rossitto” di Ragusa.

ISBN 978-88-7440-272-4

Prefazione di Marco Ongaro

Estratto


Federico Antonini - Francesca Belluzzo - Giuseppe Bongiorno - Laura Colato - Evelyn Gazzieri - Lucia Gazzieri - Michele Grigato - Gioia Pellattiero - Beatrice Perbellini - Emanuela Perfranceschi - Roberto Perina - Marco Domenico Trovato - Pietro Zanella

Lo spessore delle cose




pp. 114 - 12,00 euro

"...L’undicesimo libro del corso di Scrittura Creativa del Teatro Stabile di Verona è anche il quinto romanzo collettivo partorito dai valenti scrittori che si mettono in gioco condividendo le rispettive personalità artistiche in vista di un risultato comune. La chain novel stavolta si è spinta oltre l’imponderabile nel tentativo sempre più ardito di superare le prove dei predecessori. Un gruppo affiatato di architetti letterari ha escogitato la soluzione estrema in fatto di senso della vita, di finitezza umana, di speculazione su opportunità e speranze, sull'idea stessa di avvenire alla luce di un presente irrimediabilmente inconsapevole...

Marco Ongaro

ISBN 978-88-7440-270-0

Prefazione di Giulio Galetto

Estratto


Arnaldo Ederle

La fiammata


"...Guarda gente che c'è sempre in questa piazza! Piazza San Silvestro, l’ho sempre vista così, affollata e frettolosa. Già, sono gli autobus che chiamano tutta questa gente, ognuno a cercare il suo numero e poi su uno dietro l’altro, qualche volta la calca è così folta che qualche passeggero rimane anche sul predellino aggrappato alle maniglie della porta. Gente, gente, questo animale con mille gambe e cinquecento teste, sempre in movimento, sempre in cerca di qualcosa, e quelle teste che invece sono sole nei loro pensieri, nelle loro smanie, nei loro capricci, nei loro dolori..."

pp. 296 - 18,00 euro

Arnaldo Ederle, poeta, narratore, critico e traduttore, è nato a Verona dove vive dal 1936. Ha seguito studi linguistici e musicali (armonia e pianoforte). Ha pubblicato: Le pietre pelose ben osservate (Verona, Ferrari, 1965), Racconti (Verona, “Il Nuovo Adige”, 1974-78), Vocativi e querele, prefazione di G. Piccoli (Milano, Il Trifoglio, 1981, Premio Alassio 1981), Partitura (Guanda, 1981), Il fiore d’Ofelia, introd. di G. Raboni (Milano, Società di Poesia-Bertani Ed., 1984, Premio Gatti 1985), La chiesa di Santa Anastasia (Verona, Office Automation, 1992), Contre-chant, introd. di S. Ramat (Mondadori, “Almanacco dello Specchio” n.14, 1993), Paradiso, introd. di F. Bandini (Udine, Campanotto, 1993, finalista Premio Metauro 1995), Il caso Tramonto, racconti (Udine, Campanotto, 1995) Cognizioni affettive, prefaz. di M. Cucchi (Roma, Empirìa, 2001, Premio L. Fiumi 2002, finalista Premio Dessì, 2001, Premio San Pellegrino Terme, 2002), Arcipelaghi (Casette d’Ete AP, Grafiche Fioroni, 2001), Sostanze, prefaz. di G. Galetto (Verona, Bonaccorso, 2004, finalista Premio Camaiore 2005), Varianti di una guarigione, prefaz. di S. Verdino (Roma, Empirìa, 2005, Premio Battista-Circe Sabaudia, 2006), 10 Divagazioni sul corpo umano (Mondadori, “Almanacco dello specchio” 2008), La luce dei cristalli, scritti critici (Verona, Bonaccorso Ed. 2008), Stravagante è il tempo (Roma, Empirìa, 2009, finalista prima rosa al Premio Viareggio-Repaci, 2009), Sandwich, romanzo (Verona, Bonaccorso, 2010), Frammenti imprevisti, Antologia della poesia italiana contemporanea, a cura di A. Spagnuolo (Kairòs Ed. 2011), Poeti e poetiche a cura di G. Lucini (CFR Ed. 2012), Vocativi e querele, 2^ ediz. (Piateda, CFR ediz., 2012), Negrura (Piateda, CFR ediz. 2012), Poemetti per Negrura (Piateda, CFR ediz., 2013), Burlesque, prefaz. di G. Lucini (Como, Lietocolle, 2014), Il deserto di Usèg, Nota di lettura di G. Lucini (Piateda, CFR, 2014), Le magnifiche donne di Glencourt (Piateda, CFR Ed. 2014), Quadernario, Almanacco di poesia contemporanea, a cura di Maurizio Cucchi (Como, LietoColle, 2015), Poemetti e racconti in versi (Como, LietoColle, 2016). Oltre ad aver tradotto da G. d’Aquitania, J. Clare, S. J. Perse, M. Maeterlinck, ha curato e tradotto per Guanda due libri di prosa: Ombre italiane di Vernon Lee (Biblioteca della Fenice, 1988) e Amanti assassinati da una pernice di F. García Lorca (Quaderni della Fenice, 1993). E’ stato tradotto in spagnolo, inglese, olandese. Scrive per “L’Arena”, “Il giornale di Vicenza” e “Bresciaoggi”. Collabora a “Poesia” di Milano. È mancato il 2 maggio 2019.

...Mi verrebbe da dire: Il poeta diventa romanziere, dato che, all’alba del 2019, lui che ha cominciato a pubblicare poesie oltre mezzo secolo fa, arriva ora con questo testo narrativo in prosa, un romanzo vero e proprio, di oltre duecento pagine, forse inquadrabile nel genere giallo, o thriller o qualcosa di simile. Dopo il primo impulso, però, devo correggermi: Arnaldo Ederle non è del tutto nuovo alla prosa [...] Ma poi: non abbiamo detto tante volte della vocazione narrativa della poesia di Ederle? Dunque, nessuna meraviglia.
Allora, di che cosa parla questo La fiammata? E come parla? Cominciamo dal come, visto che, fin dall’incipit, colpisce non tanto un contenuto, quanto una “forma”, ossia la lentezza quasi incantata con cui viene descritto il modo in cui un personaggio osserva, da un interno, attraverso un angolo di finestra, il passaggio di figure all’esterno...

Giulio Galetto

ISBN 978-88-7440-268-7

Estratto


Nerina Poggese

Una piazza di storie


"La Processionaria era chiamata così perché quando c'erano processioni o funerali era lei in testa al corteo, era lei che dava il passo a tutti, incedeva lenta a testa alta, rallentava davanti alla vetrina della "Botic Scic" o aumentava la velocità se l'incontinenza si faceva sentire. Un giorno quasi fece deragliare il corteo funebre del vecchio Alfredo Sgrisolo svoltando al bar "le Picete" per un'emergenza pipì. Aveva settant’anni dichiarati da due lustri, capelli biondo rosso cenere con sfumature azzurre a seconda della marca della tintura acquistata al supermercato, gambe corte, ma dove non arrivavano gli arti, arrivava la lingua, svelta, pronta col fil, allenata da anni ed anni di chiacchiere e spettegolamenti, due occhietti da suino che vedevano tutto a 180 gradi e forse anche di più. Abitava in piazza così dominava tutta la vita sociale del paese. Da quando era rimasta vedova era rifiorita, aveva rinnovato il guardaroba portando tutto il vecchio alla Caritas, andava a bere il caffè al bar, partiva in gita, frequentava il gruppo anziani e tutti i giorni assisteva alla messa. Messa, beh non ne prendeva neanche metà, perché arrivava sempre tardi e poi chiacchierava con la vicina di banco per sapere chi era il tipo seduto davanti, di chi era figlio il chierichetto biondo e domandare tutte quelle altre indispensabili informazioni per cominciare bene la giornata".

pp. 104 - 12,00 euro

Nerina Poggese è nata il 07-02-1966, vive e lavora a Cerro Veronese.
Poesia: da diversi anni scrive poesie in vernacolo e più recentemente anche in lingua, brevi racconti, che hanno collezionato alcune centinaia di riconoscimenti in ambito regionale e nazionale ed alcuni internazionali.
Teatro: ha diretto per più di vent'anni la Compagnia Instabile di Cerro di cui è stata anche sceneggiatrice e con la quale ha realizzato anche un film, nel 2011, una commedia satirica dal titolo: Beghe da sordi, pache da orbi, basi da tordi.
Regista di videofilm e documentari che hanno ricevuto premi al Film Festival Della Lessinia, su vita e tradizioni locali che sono stati trasmessi anche dalla Rai e da tv regionali.
Collabora con molte associazioni di volontariato, Pro Loco, Gruppo S-cianco ed altre, col gruppo Borgo Paglia, la via dove risiede, organizza serate di musica e poesia, l'annuale sagra di maggio ed il caratteristico presepe con le tipiche costruzioni della Lessinia e gli altri. Nel 2007 ha ricevuto il premio Lessinia del C.T.G. di Verona per il lavoro che svolge nella conservazione delle tradizioni, dei giochi e del folklore locale.

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